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Blog · Ricarica e cavi

Caricatori GaN spiegati: perché la vecchia presa da viaggio ha fatto il suo tempo

Cosa si nasconde dietro la tecnologia GaN che ormai quasi ogni caricatore moderno pubblicizza – e quando conviene davvero passarci.

di BNT OnlinestorePubblicato il 6 maggio 2026
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Qualche anno fa la nostra borsa da viaggio conteneva ancora tre alimentatori separati: uno per il notebook, uno per il telefono, uno per la powerbank. Oggi tutto questo sta in uno solo, appena più grande del vecchio caricatore del telefono da solo. Il motivo è una tecnologia che ormai quasi ogni caricatore moderno pubblicizza: il GaN.

Cosa significa davvero GaN

GaN sta per nitruro di gallio, un materiale semiconduttore che sta progressivamente sostituendo il silicio classico nell’elettronica di ricarica. Il vantaggio pratico decisivo: i componenti GaN si scaldano molto meno a parità di potenza e necessitano quindi di meno spazio per il raffreddamento. Il risultato sono caricatori che, a 65 watt, sono appena più grandi dei vecchi alimentatori da 20 watt.

Perché questo è più che semplice compattezza

Meno calore generato significa anche che più porte possono caricare contemporaneamente ad alta potenza senza che il dispositivo si surriscaldi in uso prolungato. Con il Caricatore GaN QuadPort da 65 W, questo si traduce concretamente nella pratica quotidiana: notebook, telefono e cuffie in carica insieme, senza un calo evidente della velocità, purché non tutte le porte richiedano contemporaneamente la potenza massima, dato che i 65 watt pieni si raggiungono solo su una singola porta alla volta.

La differenza nelle powerbank

La stessa tecnologia si trova sempre più spesso anche nelle powerbank. La Powerbank VoltCore da 20.000 mAh si carica notevolmente più in fretta grazie alla ricarica rapida a 22,5 watt via USB-C rispetto ai modelli più vecchi con semplice uscita USB-A, a parità pressoché di capacità.

Conviene passare al GaN?

Chi va ancora in giro con più alimentatori singoli e datati risparmia, con un unico caricatore GaN, non solo spazio in valigia ma, nella maggior parte dei casi, anche tempo di ricarica reale. Con un solo apparecchio a casa che viene portato in viaggio raramente, il passaggio è più una questione di comodità che di necessità.

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